sabato 6 ottobre 2012

New Orleans, 6 Luglio 1910

-Non ricordo molto sulla mia vita umana, solo frammenti confusi di un lontano passato, perso per sempre tra urla e sangue.-

 Come sempre feste sfarzose e balletti eccentrici sono all'ordine del giorno. Come sempre.

 -Non riesco a respirare... mi sta troppo stretto!-
Da circa un'ora cerca di convincere la cameriera a levarle quel ridicolo vestito di dosso, ma senza successo.
-Abbiate pazienza Miss. Barker, ho quasi finito...- Forse è quello il problema. Osserva il proprio riflesso perdendosi come sempre in mille pensieri.
Ecco un'altra serata, la solita festa, sempre la stessa gente. Ma tutto deve assolutamente essere perfetto, impeccabile. Lei compresa.
-Io non voglio... -
Appena un sussurro, una piccola, minuscola vocina che nessuno, nessuno può sentire. Forse neanche lei.
-Avete detto qualcosa Miss.?-
Emma la nuova ragazza assunta da poco da sua madre, è un tipino curioso stranamente innocente e ingenuo, completamente inadatta a vivere tra i viscidi ricchi.
I capelli rosso ramato raccolti in un rigido chignon; tuttavia la retina non riesce a contenere del tutto la voluminosa massa di capelli, e qualche ricciolo sfugge inevitabilmente. Lo sguardo di quella ragazza si adatta perfettamente a quel visino col naso all'insù, grandi occhi di un caldo castano chiaro. Assolutamente innocenti. Osserva ancora il proprio riflesso, quello della sua vita ingabbiata in quelle scomode vesti. La sua snella figura sembra appesantita da tutta quella stoffa, mentre i lunghi capelli neri che tanto ama sono completamente intrecciati.
Sa perfettamente cosa riflette il suo sguardo...
Non è affatto come quello di Emma, neanche lontanamente no. Pur avendo appena ventidue anni sa d'avere gli occhi stanchi e spenti di una sessantenne. Ed è così. E' stanca, maledettamente stanca.
-Allora aspetto di sotto Miss. a dopo- Emma esce sorridendo, socchiudendo la porta dietro di se.
-A dopo...- Sospira guardandosi intorno. Ventidue anni prima i suoi genitori hanno scelto quella stanza per lei, non ha deciso praticamente nulla di ciò che c'è lì dentro. Le pareti sono color pesca decorate da intricati disegni, una fitta trama di fiorellini rosa. Le finestre sono due, molto ampie coi bordi bianchi, mezze nascoste dalle pesanti tende color rosa pallido. La moquette rossa si accoppia perfettamente con i mobili in ciliegio e la tappezzeria rigorosamente inglese. Fuori splende il sole, persino gli uccelli cinguettano. Eppure è una lacrima quella che scende velocemente sulla sua guancia, morendole tra calde labbra rosse.
- Che sciocca...- Si rimprovera cercando di smettere, ma è più forte di lei. Tutto in quel posto le fa male...

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