domenica 7 ottobre 2012

La Maschera Del Vampiro

"Sono il mostro che si cela sotto la maschera del mostro."

-Siamo quasi arrivate!-
Amy e Mary ridacchiavano allegramente sul sedile gongolando per l'emozione, ansiose di esibirsi come eleganti pavoni agghindati a festa. Al contrario di quelle due non le riesce proprio d'essere felice, anche il più innocente dei sorrisi si rivelerebbe forzato e non sincero.
Non riesce a dimenticarlo. Conversare e parlare di nuovi argomenti con le due ragazze per distrarsi si è rivelato  inutile, vano qualsiasi tentativo per levarsi di testa quegli occhi.
-Miss Barker scendiamo?-
Si rende improvvisamente conto che la macchina è ferma, da un bel po'.
 -Oh cielo! Che sbadata!- Quasi si batte una mano in fronte per l'imbarazzo. Diamine che confusione! Scende dal veicolo stando attenta a non inciampare sul lungo vestito di seta blu, spacciato come la nuova moda parigina. L'abito stona del tutto con la macchina moderna, l'ultima tecnologia da poco uscita sul mercato. Quella diavoleria infernale puzza, fa un rumore terribile e sarebbe pronta a scommettere che andando a piedi farebbe prima ad arrivare da qualsiasi parte. Come può un aggeggio del genere avere successo? Una cosa è certa, quella strana invenzione non avrà vita lunga!
 -Oooh ma che meraviglia!-
 -Chissà quanto costa una tenuta del genere...-
 - Neanche in una vita intera si potrebbe accumulare una fortuna sufficiente per comperarla!-
Osserva la lussureggiante tenuta dei Baxter cercando di cogliere ogni minimo particolare. La facciata delle dimora è splendida, quasi quanto quella della sua famiglia. A suo parere però lo stile vittoriano fa un po' troppo romanzo gotico...
Meglio qualcosa di più allegro come quella dei Barker in perfetto stile francese. La sua famiglia può vantare una casa risalente al 1724.
Quella villa invece sembra avere un qualcosa di tetro e oscuro. Ma sicuramente è uno stato d'animo indotto dall'individuo che non riesce a dimenticare. Il grande portone centrale si spalanca mostrando la sala d'ingresso addobbata a festa, per accogliere gli invitati. Tutto è calcolato in maniera tale da far colpo al primo sguardo. I Baxter sono nuovi nella zona, e come una qualsiasi nobile famiglia da poco arrivata cercano un qualsiasi pretesto per ostentare la loro ricchezza, la loro fortuna. I lunghi tendaggi color panna sembrano voler squarciare di netto la tetra aura della casa, ma inutilmente. Al contrario, sembrano rinvigorire questa impressione. Così come i fiocchi di raso, appena più rosei degli striscioni. La musica riempie l'aria accompagnando le conversazioni di gentiluomini ed eleganti signore vestite a festa con i più svariati travestimenti. Alcune riprendono il tema animale, altre le antiche divinità greche, altre ancora prendono spunto da certi personaggi appartenenti a racconti di libri e leggende. Cavalli, maiali, gatti! Zeus, Venere, Marte e Apollo!!
Più in la, oltre la calca soffocante, oltre il perpetuo blaterare di conti, duchi e marchesi... c'è un vampiro. L'uomo risalta immediatamente, forse per i vestiti scuri perfettamente affini alla casa, ma del tutto in contrasto con il resto delle maschere dipinte in color oro, argento e rame. La stanza sembra rimpicciolirsi e la temperatura aumentare, sente di poter svenire da un momento all'altro e non sa il perchè!
Perchè la vista di un perfetto sconosciuto la turba tanto? Ma l'apice di quella follia raggiunge il culmine nel momento esatto in cui gli occhi di lui le si piantano addosso. Il respiro le sfugge dalle labbra, mentre il tempo si ferma e la musica rallenta. L'uomo continua a scrutarla con insistenza e immediatamente capisce di chi si tratta, è lui. L'uomo della strada! Riconoscerebbe ovunque quegli occhi. Indossa un abito in foggia seicentesca bianco e nero, il mantello è di un grigio scurissimo, così come la maschera, in assoluto contrasto con la carnagione pallida. I capelli legati in una morbida coda... ma non riesce a capirne il colore. La distanza è troppa, ma tutto il mondo sembra essersi oscurato intorno a quella figura di un metro e ottanta.
Lo vede leccarsi le labbra, per poi muoverle come a volerle parlare... ma è assurdo!
Non si dovrebbe poter sentire qualcuno ad una distanza simile... eppure riesce ad avvertire la sua voce, persino il suo respiro caldo sfiorarle l'orecchio...
"Vieni da me Helen"
Poi più niente. Il tempo di un battito di ciglia e lui svanisce nel nulla, lasciandola scossa e tremante.
 -Miss Barker?- Qualcuno la chiama, ma non le importa minimamente chi sia.

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